Le manutenzioni straordinarie e l'eventuale revamping

Le manutenzioni straordinarie e l'eventuale revamping

di Davide Marcomini

Abbiamo già parlato della manutenzione ordinaria e dell’eventuale contratto di manutenzione alle quali deve essere sottoposto il nostro impianto di allarme, necessarie per essere mantenuto in condizioni tali da poter svolgere al meglio il proprio compito.

È vero infatti che non possiamo pensare di installare un impianto di allarme e dimenticarlo pensando che una volta installato il nostro impianto continui a funzionare regolarmente per sempre. Come ogni impianto o macchina, anche automobile, infatti, anche gli impianti di allarme necessitano di verifiche periodiche e manutenzioni che prevedono ad esempio la sostituzione delle batterie – anche quelle ricaricabili – come abbiamo detto in questo articolo.

Ciò che invece non viene quasi mai preso in considerazione è il fattore “E” evoluzione e nel caso specifico non è riferito all’evoluzione delle tecnologie come si potrebbe pensare.

Probabilmente la prima cosa che salta all’occhio quando si ha a che fare con un impianto datato è la totale assenza di connettività. Mentre oggi sembra essere diventata una necessità al punto che la presenza di una APP per smartphone viene richiesta dal cliente stesso prima ancora di altri fattori forse più importanti ma che riguardano prettamente l’aspetto sicurezza – e per questo forse troppo tecnici – avere la possibilità di gestire il proprio impianto da remoto in qualsiasi momento assume un importanza strategica per l’utilizzatore.

Si si è vero che alcune centrali o combinatori telefonici permettevano già una disceta interazione con l’impianto tramite menù vocali prima ed SMS poi ma se parliamo di connettività, parliamo di piena interoperabilità tramite tra utente ed impianto sfruttando la connessione internet.

Ebbene, se l’assenza di connettività salta subito all’occhio, diventa più complesso invece valutare la necessità di ammodernamento dell’impianto di allarme in termini di sicurezza.

Potrebbe sembrare un controsenso ma mantenere seppur in perfetto funzionamento impianti realizzati 15/20 anni fa non è sempre una buona scelta. Questi impianti oggi potrebbero non soddisfare le reali esigenze di sicurezza.

Perchè?

Per rispondere a questa domanda andiamo a vedere come la norma CEI 79-3 classifica i livelli di prestazione degli impianti definiti I&HAS (Intrusion & Hold Up Systems) Sistemi di Allarme Intrusione e Rapina. Ognuno dei livelli di prestazione che vanno da 1 a 4 – dove 1 indica il livello minore e 4 quello maggiore – la norma tiene conto anche delle capacità, delle risorse (anche in termini di conoscenze), delle atrezzature e degli utensili di cui dispone un eventuale intruso o rapinatore.

Ora, dire che un impianto realizzato secondo le conoscenze, competenze, disponibilità tecnologiche, di 15/20 anni fa soddisfi i requisiti dei nostri giorni appare quantomeno inverosimile, anche ammesso e non concesso che il nostro impianto fosse realizzato nel migliore dei modi.

Dobbiamo tenere conto che molte risorse un tempo difficilmente reperibili, sono oggi alla portata di tutti e che molte tecnologie utilizzate in quei tempi si sono dimostrate inefficaci in più situazioni.

Per concludere, il nostro consiglio è quello di fare controllare il nostro impianto da un tecnico abilitato non solo sotto l’aspetto del funzionamento fine a se stesso ma anche sotto l’aspetto della sicurezza. Potrebbe emergere che ad esempio si possano sostituire i rilevatori o i contatti agli infissi con tecnologie più performanti dotate di antimascheramento. Potrebbe rendersi necessario ampliare la protezione verso gli infissi o addirittura verso l’esterno per poter soggiornare all’interno dell’edificio con l’impianto inserito (cosa non scontata negli impianti più datati). Potrebbe banalmente rendersi necessario “solo” poter dialogare con il nostro sistema da remoto.

Senza dimenticare che negli anni, l’edificio potrebbe aver subito interventi (creazione di una parete, un nuovo mobile o una tenda) che potrebbero inficiare il corretto fuzionamento dei dispositivi.

Trova un tecnico abilitato.

Davide Marcomini
MD sistemi

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