Dal post vendita al contratto di manutenzione. Come garantire il buon funzionamento dei sistemi di sicurezza.

Dal post vendita al contratto di manutenzione. Come garantire il buon funzionamento dei sistemi di sicurezza.

di Nicola Ciciarello

Garantire il corretto funzionamento delle apparecchiature ma anche assistere il cliente nelle operazioni quotidiane è infatti fondamentale, pena la dismissione dell’impianto.
Forse non viene proposto, forse non è nella nostra cultura, tant’è che  capita fin troppo spesso di trovare impianti abbandonati a se stessi e pertanto inutili allo scopo per il quale sono stati installati.

In questo articolo  abbiamo evidenziato quali elementi tenere in considerazione per valutare correttamente l’acquisto di questo bene così importante per non cadere nella trappola del venditore da battaglia. Cerchiamo ora, con questo nuovo  articolo, di trasferirti un messaggio altrettanto importante. Perché l’impianto appena acquistato possa garantire sicurezza negli anni dovrà necessariamente essere verificato periodicamente da un professionista, alla stregua se vogliamo, della caldaia o dell’automobile.

Anche se può sembrare una spesa fine a stessa, chi ti propone un contratto di manutenzione, non lo fa per scroccare soldi inutilmente, come ahimè, spesso si suole pensare, ma lo fa con la consapevolezza che dovrà offrire un servizio duraturo nel tempo, con assistenza o meno h 24, per garantirti che il tuo impianto sia sempre efficiente.

La norma CEI 79/3:2012; Art.9.1.02 prevede che l’impianto di allarme intrusione debba essere controllato ogni 6 mesi per un totale di 2volte l’anno anche se uno dei controlli può essere eseguito per via telematica (telegestione – teleassistenza).

Purtroppo, è un aspetto molto trascurato nel settore della sicurezza, non tanto dalle aziende che si occupano in modo esclusivo di sistemi di sicurezza, quanto ahinoi dai tanti improvvisati che non hanno tempo, voglia e disponibilità di prendere un impegno simile tanto che, chi si accinge a fare un acquisto così importante, poche volte va al di là del servizio post vendita offerto… eppure in tanti settori, già in fase di vendita viene proposto… magari con un altro nome, magari come estensione della garanzia ecc.ecc. ma alla fine è una manutenzione a tutti gli effetti dove si fanno rientrare eventuali pezzi difettosi e/o di consumo, in base a quanto si paghi…  magari se ci pensi bene lo hai fatto per la lavastoviglie di casa, o per il nuovo frigorifero… allora perchè non farlo per un bene tanto importante come l’impianto di allarme che deve garantire sicurezza? 

Il primo consiglio è  di stipulare il contratto di manutenzione con aziende specializzate, che oltre a redigere un vero contratto, che tuteli ambo le parti anche sotto l’aspetto legale, sanno di certo quali sono gli interventi da eseguire, seguendo le specifiche direttive elencate anche nella norma di riferimento (Cei 79-3)

Vorrei farti notare come una azienda specializzata e/o strutturata per manutenzioni e contratti post vendita, possono agevolarti nella gestione in modo sereno e tranquillo, su qualsiasi tua richiesta, infatti, qualora dovessero nascere esigenze, sia di natura legata a problematiche sull’ impianto o anche per modifiche/migliorie di programmazione. Con una azienda ben strutturata, di sicuro avrai una persona di riferimento che alla tua telefonata di assistenza, ne prenderà nota, magari su un gestionale, ed in base alla tipologia di problema verrai inserito in una scala di priorità, dove comunque, non passeranno le calende greche, e soprattutto non dovrai ogni 2 x 3 richiamare, o vederti rifiutare la chiamata, o darti appuntamenti mai rispettati o ricevere motivazioni assurde su rinvii.

Tornando invece a parlare del contratto di manutenzione programmata, la stipula di tale contratto, ti agevola ancora di più, in quanto, sempre in base alla tipologia di contratto e in base al tipo di soluzione installata, l’azienda che se ne prende carico, può  avere in automatico, segnalazioni di interventi critici, anticipando persino la tua telefonata, inoltre con gli interventi programmati, si ha sempre l’impianto efficiente, con la certezza di non avere sirene che suonano quando va via la corrente perché le batterie risultano scariche, o chiamate mai arrivate perché credito esaurito o sim scaduta.

Noi qui non abbiamo di certo la velleità di stabilire come debba essere redatto un contratto di manutenzione, tuttavia possiamo ipotizzare le linee guida e fare un elenco delle operazioni/controlli che andrebbero eseguiti durante una sessione di manutenzione e con quale cadenza periodica.

  1. Verifica di TUTTI i rilevatori (contatti, volumetrici, inerziali, barriere, ecc).
    L’installatore/manutentore si deve accertare che ogni apparato debitamente configurato compia le azioni richieste, allarme, invio segnalazioni remote, telefonate, e quant’altro.
  2. Verifica di TUTTI i segnalatori acustici (sirene).
    L’installatore/manutentore si deve accertare che tutti i segnalatori acustici (sirene, campane ecc.) segnalino correttamente l’avvenuto allarme.
  3. Verifica di tutti gli organi di alimentazione, batterie ed alimentatori.
    L’installatore/manutentore si deve accertare che tutti gli organi di alimentazione svolgano correttamente la loro funzione ed eventualmente sostituirli. (Pur in assenza di una specifica indicazione della norma, le batterie in tampone nel tempo si deteriorano e gli elementi si “spacchettano” pare quindi sensato consigliarne la sostituzione ogni 2/3 anni)

Cosa può comprendere il contratto di manutenzione oltre alle verifiche contemplate dalla norma?

Il contratto di manutenzione può comprendere servizi aggiuntivi per i quali l’azienda si impegna a tutela del cliente e possono essere:

– Reperibilità H24

– SIM e traffico voce dati compreso

– Telegestione – Teleassistenza 

– Intervento rapido in caso di guasto

– Costo delle batterie compreso

– Costo di tutte le parti guaste compreso (full-service)

– Altro a discrezione dell’azienda e alle esigenze del cliente

Nicola Ciciarello
SDT impianti

 

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