“È meglio un antifurto wireless o un impianto cablato?”
Questa è probabilmente la domanda più frequente quando si decide di installare un sistema di allarme intrusione. Ed è anche una delle prime ricerche che si fanno online.
La risposta, però, potrebbe sorprenderti: la tecnologia utilizzata è solo uno degli elementi che determinano l’efficacia di un sistema di sicurezza.
La vera domanda dovrebbe essere un’altra:
Qual è il sistema più adatto a proteggere il mio immobile?
La scelta dipende infatti da diversi fattori: il livello di rischio, le caratteristiche dell’edificio, la possibilità o meno di infilare cavi, il tipo di utilizzo dell’immobile e gli obiettivi di sicurezza che si vogliono raggiungere.
In questo articolo analizzeremo le differenze tra sistemi cablati e wireless, i rispettivi vantaggi e svantaggi, i falsi miti più diffusi e il ruolo delle norme tecniche nella scelta di un impianto antintrusione.
Prima di tutto: cosa significa davvero “wireless” e “cablato”?
Quando si parla di sistemi di allarme si tende spesso a semplificare il concetto.
Un impianto cablato è un sistema nel quale i dispositivi (sensori, tastiere, sirene interne, espansioni, ecc.) comunicano con la centrale attraverso collegamenti fisici, i cavi appunto.
Un impianto wireless, invece, utilizza un collegamento radio (wireless) tra i dispositivi periferici e la centrale.
È importante però chiarire un aspetto spesso trascurato.
“Wireless” non significa “senza fili” in senso assoluto.
La centrale spesso deve comunque essere alimentata elettricamente, così come altri dispositivi dell’impianto. Ciò che cambia è il mezzo di comunicazione tra i vari componenti.
Questa distinzione può sembrare banale, ma aiuta a comprendere meglio il funzionamento delle due tecnologie.
La tecnologia viene dopo l’analisi del rischio
Uno degli errori più comuni consiste nel partire dalla tecnologia anziché dalle esigenze di sicurezza.
Un appartamento al quinto piano presenta rischi molto diversi rispetto a una villa isolata.
Una seconda casa utilizzata solo nei fine settimana richiede valutazioni differenti rispetto a un’abitazione principale.
Per questo motivo ogni progetto dovrebbe iniziare con una preventiva analisi del rischio, che consente di individuare il rischio al quale può essere soggetto l’edificio in questione e il livello di protezione necessario.
Solo dopo questa fase ha senso decidere se utilizzare una soluzione cablata, wireless oppure ibrida.
Cosa prevedono le norme tecniche
Il settore dei sistemi di allarme intrusione I&HAS è disciplinato da norme tecniche specifiche, ma spesso si fa confusione tra certificazione dei prodotti e progettazione dell’impianto.
Da una parte troviamo le norme di prodotto (CEI EN 50131 ecc.), che definiscono i requisiti prestazionali dei singoli componenti.
In funzione delle loro caratteristiche, i dispositivi vengono classificati in quattro livelli di sicurezza (Grado 1, Grado 2, Grado 3 e Grado 4).
Dall’altra parte esistono le norme impiantistiche (CEI 64-8 – CEI 79-3 ecc.), che guidano il professionista nella valutazione del rischio e nella progettazione e realizzazione dell’intero sistema.
Questi assumeranno un adeguato livello di prestazione in funzione delle dotazioni e delle apparecchiature installate, classificato in quattro gradi (Ldp1, Ldp2, Ldp3 e Ldp4).
È importante comprendere che il grado di certificazione dei singoli prodotti non determina automaticamente il grado dell’impianto.
Un sistema realmente efficace nasce dalla combinazione di una corretta analisi del rischio, di componenti adeguati e di un’installazione eseguita a regola d’arte.
Antifurto cablato: quando rappresenta la scelta migliore
Il sistema cablato costituisce ancora oggi un punto di riferimento nel settore della sicurezza professionale.
Ogni dispositivo comunica con la centrale attraverso linee dedicate, continuamente monitorate per rilevare eventuali anomalie o tentativi di manomissione.
I vantaggi
- elevata affidabilità delle comunicazioni;
- maggior flessibilità nell’uso di dispositivi diversi;
- nessuna batteria nei sensori;
- lunga durata nel tempo;
- vasta gamma di tecnologie di rivelazione utilizzabili;
- ideale nelle nuove costruzioni e/o ristrutturazioni;
- ottima integrazione con altri impianti tecnologici;
- possibilità di ampliamento con la tecnologia wireless.
Gli svantaggi
- richiede il passaggio dei cavi;
- tempi di installazione generalmente maggiori;
- modifiche future meno immediate.
Quando l’immobile è in costruzione o in fase di ristrutturazione importante, predisporre il cablaggio rappresenta spesso una scelta razionale e lungimirante.
Antifurto wireless: l’evoluzione degli ultimi anni
Per molto tempo il wireless è stato considerato una soluzione meno affidabile rispetto al cablato.
Oggi questa affermazione non può più essere generalizzata se riferita alla mera comunicazione.
I sistemi professionali di ultima generazione impiegano comunicazioni criptate, protocolli bidirezionali, supervisione continua dei dispositivi e tecnologie di rilevazione dei tentativi di disturbo radio.
Naturalmente occorre distinguere tra prodotti professionali e sistemi consumer di fascia economica.
I vantaggi
- installazione rapida;
- nessuna traccia nei muri;
- ideale per abitazioni già arredate;
- grande flessibilità;
- facile espandibilità.
Gli svantaggi
- sostituzione periodica delle batterie;
- maggiore attenzione alla copertura radio;
- qualità del sistema fortemente legata alla tecnologia utilizzata dal costruttore.
Per la maggior parte delle abitazioni esistenti e prive di predisposizione, rappresenta oggi una soluzione estremamente valida.
I falsi miti da sfatare
“Il wireless non è affidabile”
I moderni sistemi professionali sono molto diversi dai primi impianti radio di alcuni decenni fa.
Le comunicazioni sono protette da sistemi di autenticazione e crittografia, i dispositivi vengono supervisionati periodicamente e la centrale è in grado di rilevare eventuali anomalie del collegamento radio.
Come sempre, la qualità del prodotto fa la differenza.
“Il cablato non può essere sabotato”
Anche un collegamento via cavo può essere interrotto o manomesso, specie se realizzato in modo non professionale o fai-da-te.
Per questo motivo gli impianti professionali utilizzano linee supervisionate, protezioni antimanomissione (tamper) e sistemi di controllo continuo dello stato dei collegamenti.
La sicurezza non dipende esclusivamente dal mezzo trasmissivo.
“Con il wireless bisogna cambiare continuamente le batterie”
Le batterie costituiscono certamente un elemento di manutenzione.
Tuttavia anche gli impianti cablati dispongono di batterie tampone nella centrale, nelle sirene autoalimentate e negli eventuali alimentatori supplementari.
La manutenzione è fondamentale per entrambe le tecnologie. Prevedere un contratto di manutenzione con la ditta installatrice è quindi un ottima opzione in ogni caso.
Da cosa dipende realmente l’affidabilità?
È probabilmente questo il punto più importante dell’intero articolo.
L’affidabilità di un sistema antintrusione non dipende semplicemente dal fatto che utilizzi un cavo oppure una trasmissione radio.
Dipende soprattutto da:
- qualità della progettazione;
- corretta analisi del rischio;
- scelta dei componenti;
- tecnologie di rivelazione impiegate;
- qualità dell’installazione;
- manutenzione periodica;
- aggiornamento del sistema quando necessario.
Un sistema eccellente installato male rimane sempre un cattivo impianto.
Viceversa, un sistema correttamente progettato e mantenuto può garantire un elevato livello di sicurezza indipendentemente dalla tecnologia utilizzata.
La manutenzione: un aspetto troppo spesso sottovalutato
Un impianto di allarme non dovrebbe mai essere considerato un dispositivo da installare e dimenticare.
Nel tempo è opportuno verificare periodicamente:
- stato delle batterie;
- funzionamento dei sensori;
- efficienza delle sirene;
- comunicazioni verso l’esterno;
- pulizia dei rivelatori;
- eventuali aggiornamenti software, quando previsti.
Una manutenzione programmata contribuisce a mantenere elevato il livello di affidabilità dell’intero sistema.
E gli impianti ibridi?
Nella pratica professionale la contrapposizione tra cablato e wireless è spesso superata.
Molti impianti realizzati oggi sono infatti ibridi.
È possibile, ad esempio, installare sensori cablati nelle aree facilmente raggiungibili durante la costruzione dell’edificio e utilizzare dispositivi radio nelle zone dove il passaggio dei cavi risulterebbe invasivo o poco conveniente.
Questa soluzione permette di sfruttare i punti di forza di entrambe le tecnologie, offrendo grande flessibilità anche in caso di future espansioni.
Per questa ragione è davvero imbarazzante vedere predisposizioni cablate, anche già infilate, venire abbandonate a favore del wireless.
Quanto incide il costo?
Un altro luogo comune riguarda il prezzo.
Si tende a pensare che il cablato sia sempre meno costoso del wireless.
In realtà occorre valutare il costo complessivo dell’intervento.
Nel cablato bisogna considerare anche la posa dei cavi e il tempo necessario per l’installazione.
Nel wireless il costo dei dispositivi può essere maggiore, ma l’installazione è generalmente più rapida e meno invasiva.
Per questo motivo il confronto economico va sempre effettuato caso per caso.
Come scegliere il sistema più adatto
In linea generale è possibile fornire alcune indicazioni.
Il cablato rappresenta spesso la scelta ideale quando:
- l’immobile è in costruzione o è già predisposto;
- è prevista una ristrutturazione completa;
- è possibile predisporre facilmente il passaggio dei cavi;
- è necessario ricorrere a tecnologie di rivelazione non supportate dai sistemi wireless.
Il wireless è particolarmente indicato quando:
- la casa è già abitata e non predisposta;
- non si vogliono eseguire opere murarie;
- si desidera un’installazione rapida;
- la soluzione wireless è sufficiente per le esigenza del sito;
- si prevede di modificare o ampliare il sistema nel tempo.
L’impianto ibrido costituisce spesso il miglior compromesso nelle situazioni intermedie.
Conclusioni
La domanda “meglio wireless o cablato?” è perfettamente comprensibile, ma rischia di concentrare l’attenzione sull’aspetto meno importante.
La vera sicurezza non nasce dalla presenza di un cavo o di una comunicazione radio.
Nasce da una corretta analisi del rischio, da una progettazione accurata, dal rispetto delle norme tecniche, dalla qualità dei componenti e dalla competenza di chi realizza l’impianto.
La tecnologia rappresenta uno strumento.
È il progetto a fare la differenza.
Domande frequenti
Un antifurto wireless funziona anche senza Internet?
Sì. La comunicazione tra sensori e centrale avviene via radio e non dipende dalla connessione Internet. Tuttavia, alcune funzioni come la gestione da app o l’invio delle notifiche richiedono un collegamento IP o cellulare.
Se manca la corrente l’impianto continua a funzionare?
Sì, purché sia dotato di batterie tampone efficienti. Le norme tecniche prevedono requisiti specifici per l’autonomia dei sistemi in caso di interruzione dell’alimentazione.
Ogni quanto vanno sostituite le batterie dei sensori wireless?
Dipende dal tipo di sensore, dalla tecnologia utilizzata e dalla frequenza di utilizzo. Nei sistemi professionali la durata può variare da alcuni anni fino a oltre cinque anni, ma è sempre opportuno attenersi alle indicazioni del costruttore e al piano di manutenzione.
Un impianto cablato può essere ampliato con dispositivi wireless?
Nella maggior parte dei sistemi professionali sì, purché la centrale sia predisposta o espandibile. Questa soluzione permette di realizzare impianti ibridi, molto diffusi nelle installazioni moderne.

