La centrale operativa al servizio dell'impianto di allarme intrusione

La centrale operativa al servizio dell'impianto di allarme intrusione

di Davide Marcomini

Negli ultimi tempi sembra sia stata inventato un nuovo servizio a corredo degli impianti di allarme intrusione, sembra, perchè in realtà il servizio esiste da sempre, o perlomeno esiste da quando le centrali di allarme possono essere collegate ad un ricevitore digitale multiprotocollo.

Parliamo della centrale operativa.

Cosa intendiamo per centrale operativa?

Una centrale operativa è una sorta di centro ricezione allarmi i quali possono essere di diversa natura, intrusione, incendio, video, allagamento ecc.

Qual’è il compito della centrale operativa?

La centrale operativa deve a seguito della ricezione di un allarme, allertare a seconda degli accordi e della disponibilità, le guardie giurate, le forze dell’ordine e/o il cliente.

Come comunica la centrale di allarme con la centrale operativa?

Anche se i primi collegamenti avvenivano praticamente al pari di una telefonata con la quale – dapprima mediante nastro registrato e successivamente tramite messaggi registrati in modo digitale – i sistemi si sono presto evoluti evoluti verso protocolli che sfruttano i toni DTMF (Dual Tone Multi Frequency) come ad esempio il Contact-ID, il  FastFormat ecc. grazie ai quali è possibile trasferire in modo rapido ed automatico un maggior numero di informazioni come l’identificativo del cliente, il tipo di evento, il numero della zona in allarme, ad un ricevitore multiprotocollo collegato ad un computer che mostra a video tutte le informazioni del caso. Grazie ai protocolli digitali è possibile inoltre monitorare “l’esistenza in vita” delle apparecchiature che ciclicamente comunicano il proprio funzionamento al ricevitore remoto.

Chi dispone di una centrale operativa?

Tutti gli istituti di vigilanza (IVP) operanti sul territorio, il 112 (numero unico), le vigilanze elettroniche che si distinguono da un istituto di vigilanza per l’assenza di pattuglie sul territorio, in pratica la vigilanza elettronica è solo un centro di ricezione allarmi mentre l’istituto di vigilanza dispone di centrale operativa + pattuglie di GPG (Guardie Particolari Giurate) ma sono di fatto anch’essi IVP in possesso di regolare licenza prefettizia. 

Quindi come si comporta la centrale operativa di una vigilanza elettronica?

In questo caso potrebbero intervenire previo accordi tra le parti le stesse GPG di un istituto di vigilanza oppure in alternativa le forze dell’ordine che se allertate dalla centrale operativa potrebbero intervenire sul luogo dell’allarme così come avviene se allertate direttamente dal cliente e/o da un impianto di allarme ad esse collegato.

Già da queste poche righe si evince chiaramente la sostanziale differenza tra essere collegati ad una centrale operativa di vigilanza elettronica e una centrale operativa di un istituto di vigilanza e si possono comprendere le ragioni delle differenze di costo tra le due.

MA CHI PUO’ collegarsi ad una centrale operativa?

Chiunque, previo accordi, disponga di uno strumento elettronico (impianto) in grado di comunicare in modo vocale, digitale o IP con una delle apparecchiature in gestione alla centrale stessa. Ad esempio già un impianto di allarme di 20 anni fa era in grado di collegarsi in modo vocale e/o digitale (contact id ecc.) al ricevitore multiprotocollo di una centrale operativa.

Questo per dire che a differenza di quanto viene decantato da certi venditori, il collegamento con una centrale operativa non è affatto un servizio esclusivo di qualche azienda ne tantomeno una novità ma un servizio offerto da decenni e fruibile da chiunque sia in possesso di una centrale di allarme in grado di inviare le segnalazioni richieste, in pratica la quasi totalità di centrali di allarme intrusione presenti sul mercato.

Davide Marcomini
MD sistemi

 

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