Davide Marcomini – C’era una volta l’installatore di sicurezza.

Davide Marcomini – C’era una volta l’installatore di sicurezza.

C’era una volta l’installatore di sicurezza, un elettricista specializzato in sistemi di sicurezza, colui che per passione o predisposizione tecnica, si dedica quasi esclusivamente allo studio, progettazione, installazione e manutenzione di sistemi di sicurezza. In pratica quello che viene definito “allarmista” o “allarmaio” 😀 a seconda delle regioni che è -o forse è meglio usare il condizionale- dovrebbe essere quella figura che si occupa della sicurezza prevalentemente passiva dei propri clienti installando sistemi d’allarme, telecamere di videosorveglianza ma anche sistemi di rilevazione degli incendi, dell’allagamento, delle fughe di gas ecc, insomma tutte quegli impianti e quelle tecnologie atte a rendere un pochino più sicura la nostra vita. Frequentando vari gruppi e forum fin dal 2005/2006 però mi sono reso conto -ahimè- di come sia cambiata la figura dell’installatore, evoluta direbbero alcuni, involuta almeno apparentemente azzarderei io.

“Evoluzione naturale delle cose” leggo in un post ma che cosa significa? Significa forse che si devono seguire i trend di mercato, le mode, adeguandosi all’invasione di prodotti low-cost provenienti da ogni parte del mondo e probabilmente destinati alla GDO, al DIY o nella migliore delle ipotesi agli istituti di vigilanza (che come sappiamo hanno un target diverso da quello dell’installatore) rinunciando all’obiettivo principale, la mission, che dovrebbe caratterizzare l’installatore di sicurezza?

Analizziamo la situazione. Il mercato dell’elettronica sforna letteralmente una quantità abnorme di prodotti e prodottini più o meno seri, più o meno certificati, più o meno sicuri i quali hanno un unico comun denominatore: il prezzo basso. Questi prodotti come dicevamo sono studiati per raggiungere la GDO (Grande Distribuzione Organizzata) e il DIY (Do It Yourself – in Italiano, fai da te) e spiccano per alcune peculiarità indispensabili, l’autoconfigurabilità e la semplicità di installazione che volendo con una lieve forzatura riuniamo in un unico altisonante termine: AUTOINSTALLANTE che già così mi fa sorridere, provate ad immaginare uno scatolone dal quale una volta aperto sbucano fuori tutte questa scatoline che con le loro manine e gambine vanno a posizionarsi al loro posto con tanto di viti di fissaggio, batterie, collegamenti, programmazioni, ecc… ma questa è una mia turba mentale…

Dunque cosa c’entra l’installatore di sicurezza in tutto ciò? NULLA, ZERO, NIENTE! Un impianto di allarme intrusione va progettato secondo parametri ben precisi, deve seguire una corretta analisi del rischio nel rispetto delle norme vigenti ma sopratutto l’installatore deve tramettere al cliente quali siano le tecnologie in grado di prevenire le intrusioni o gli allrmi ambientali in modo concreto tenuto conto delle conoscenze anche degli eventuali intrusi e del livello di rischio al quale è sottoposto l’edificio da proteggere. A questo punto qualcuno potrebbe contestare, ma allora perdo quel cliente/impianto perchè ho prezzi più alti? Certo che si e non solo per una questione di principio (qui il discorso sarebbe più ampio) ma anche e sopratutto perchè quell’impianto non porta nulla all’installatore, non guadagno perchè si deve confrontare inevitabilmente con la vendita online di quello stesso prodotto e non passaparola in quanto non ha generato nulla che lo differenzi dal tuttofare di turno o dal semplice appassionato di fai da te che sarà sicuramente in grado di installare da solo quel prodotto seguendo uno dei tanti tutorial messi a disposizione all’uopo.

La mia personale opinione è che l’installatore non debba (salvo rari casi) assecondare il cliente piuttosto consigliarlo e portarlo a comprendere le ragioni di una scelta ponderata e basata sui reali rischi e sulle reali necessità presenti e future.

Davide Marcomini – Installatore di Sicurezza & presidente Associazione RIFS

08/11/2019 / by / in
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